Ecco cosa vedere a Vieste per ripercorrere la storia di questa città

Cosa a vedere a Vieste? Ecco se anche tu ti sei posto questa domanda allora non puoi perderti questo nuovo articolo del Welcome Blog!

Ti parleremo di un monumento che divenne tale nel tempo per non dimenticare ciò che accadde. Per non dimenticare tutti quegli episodi che macchiarono di sangue l’intera città. Stiamo parlando della Chianca Amara un masso che sorge tra via Cimaglia e via Gregorio XIII e che riporta alla luce violenze e genocidi che la popolazione viestana subì nel corso dei secoli.

 

Ecco cosa vedere a Vieste per ripercorrerne la storia della sua gente

La Chianca Amara è un monumento molto importante e significativo per l’intera città di Vieste. E’ il simbolo delle crudeltà che a partire dai primi anni dell’IX secolo fino al primo quindicennio del 1800 la popolazione subì e che dovette superare. Crudeltà come omicidi, stupri, violenze, incendi, deportazioni e razzie.

Furono due i personaggi protagonisti di questi incresciosi episodi,: Draguth Rais e Acmet Pascià. 

Ma procediamo con ordine e soprattutto per gradi, per ripercorrere queste due delicate fase della storia della città di Vieste.

 

La storia di un conquistatore: Acmet Pascià

Nel 1453 Costantipoli fu occupata da Maometto II chiamato anche il conquistatore. Questo episodio decretò la fine dell’impero d’Oriente e l’insorgere delle preoccupazioni dei governatori del vecchio continente. Ma le mire espansionistiche di Maometto erano ben altre. Voleva infatti conquistare l’Italia e trasformare San Pietro in una stalla.

Nel 1480 cominciò l’invasione della Puglia con un obbiettivo preciso: cacciare e distruggere gli infedeli. Tutto cominciò da Otranto dove l’assedio terminò con l’uccisione di 800 cristiani insieme al loro vescovo.

Il piano dei turchi era semplice, destabilizzare l’Italia per comprometterne le difese, conquistare il sud ed imboccare la via Appia per raggiungere velocemente Roma e sottomettere l’intero papato.

Acmet Pascià sottovalutato da Federico II nello stesso anno si diresse verso Vieste con 6000 uomini e  circa 60 navi. L’assedio fu lungo e non semplice come i turchi avevano immaginato. Ma una volta oltrepassate le mura della città l’attacco fu violento con centinaia di morti.

L’assedio si interruppe quando da Otranto giunse una nave che probabilmente portava brutte notizie tanto da interrompere l’invasione e da decretare il ritiro delle truppe turche. Furono registrate altre incursioni turche lungo le coste del Gargano, ma molte di esse non andarono a buon fine tanto che turchi rinunciarono momentaneamente alla conquista del nord della Puglia.

In seguito la morte improvvisa di Maometto pose la parola fine sulla sanguinosa guerra in atto.

 

Draguth Rais ed il genocidio viestano delle Chianca Amara

Negli anni 1494-1566 Solimano rivalutò l’idea dell’espansione islamica in Italia e così riprese con gli assedi e gli attacchi lungo le coste dell’adriatico.

Solimano ben presto si alleò oltre che con i pirati anche con Francesco I Re di Francia. Il suo odio per Carlo V lo spinse ad organizzare numerose incursioni in Italia ed ovviamente sulle coste pugliesi.

Carlo V riconobbe subito il pericolo di queste alleanze soprattutto per quanto riguarda il Regno delle 2 Sicilie. Così ordinò di edificare nei luoghi più strategici delle coste garganiche delle torri di avvistamento (le attuale torri anti-saracene che costellano l’intero Gargano) per prevenire attacchi ed assedi.

Ma in realtà le misure intraprese per contrastare l’azione di Solimano non bastarono. Furono molti i villaggi saccheggiati. Propri come accade con la città di Vieste.

Il 15 Luglio 1554 a causa di una tempesta circa 70 galee guidate da Draguth Rais giunsero a Vieste. La sete di potere e la volontà di imporre la propria autorità, spinse Draguth ad attaccare il paese con una violenza inaudita.

970 colpi di cannoni furono sparati sulle mure della città permisero ai pirati di entrare a Vieste e di compiere un vero e proprio genocidio presso la Chianca Amara dove anziani, bambini, disabili e donne furono crudelmente uccisi. Furono numerose anche le deportazioni di uomini e donne per essere venduti come schiavi.

Tra le 2000 e le 3000 persone persero la vita e l’assedio di Draguth Rais è ancora oggi ricordato in molte rappresentazioni teatrali per non dimenticare il crudele eccidio di queste terre.

 

Conclusioni

Se hai scelto Vieste per le tue vacanze estive e sei curioso di vedere e scoprire una parte importante della sua storia allora non puoi certamente perderti la Chianca Amara. Un luogo unico che ricorda a tutta la cittadina la crudeltà della storia di questo luogo ed il sangue che su queste terre è stato versato.

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By welcom30 / Administrator, bbp_keymaster

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on Ago 19, 2017

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